Martha Graham (1894-1991). La danzatrice alla ricerca della verità

 

“Non mi sono mai considerata un genio. Non so in cosa consista il genio. Credo che un’espressione molto più adeguata a definirmi sia “cane da riporto”, un bel cane da riporto, forte e con il manto dorato che riporta cose del passato, o cose che appartengono alla memoria comune del nostro sangue”. Martha Graham.

Martha Graham è stata la madre della modern dance, la danzatrice-narratrice, la donna, che ha sempre sperimentato e innovato. La danzatrice statunitense è stata definita una pioniera del suo tempo. Una grande interprete del Novecento.

 

 

 

Nel 1926, negli Stati Uniti d’ America, ha fondato la Martha Graham Dance Company. Fin da piccola Martha Graham ha sempre adorato danzare, realizzare uno spettacolo e avere un pubblico. Anche in assenza di musica è riuscita ad avvertire il movimento. L’adolescenza di Martha Graham è trascorsa sotto il segno della famiglia, del viaggio, della religione (a Pittsburgh, sua città natale, ha frequentato la Chiesa presbiteriana), della curiosità e della libertà.

Il filo conduttore di Martha Graham (e della sua arte) è stato il seguente: la danza e la vita debbono procedere di pari passo e determinare un’armonia. E la vita ha bisogno del movimento per esteriorizzarsi ed esprimersi. Una donna esigente e dal carattere difficile. Ma leale e schietta. Gran lavoratrice. Martha Graham non ha mai sopportato la mediocrità ed ha sempre spinto i suoi allievi ad andare oltre, a mettersi in discussione.

Nel 1936 Martha Graham ha rifiutato di esibirsi alle Olimpiadi di Berlino, nella Germania nazista. Così ha motivato il suo rifiuto: “Trovo impossibile danzare in Germania al giorno d’oggi. Così tanti artisti che rispetto e ammiro sono stati perseguitati, privati dei loro diritti per motivazioni ridicole, insoddisfacenti, tanto che considero impossibile identificare me stessa, accettando l’invito, con il regime che ha reso tutto ciò possibile”.

Nel 1956 Martha Graham ha ricevuto il prestigioso Danze Magazine Award.

 

 

Nel testo autobiografico Blood memory (pubblicato negli Stati Uniti e in Francia nel 1991, pochi mesi prima della scomparsa di Martha Graham, e in Italia edito da Garzanti con il titolo Memorie di sangue) Martha Graham ha riportato alcune lettere da lei scritte e rivolte al suo psicoanalista. Dalle lettere è possibile cogliere il lato più intimo dell’artista statunitense. Il testo è stato redatto da Jacqueline Kennedy.

 

La psicoanalisi, così come la mitologia greca, è stato un mezzo di cui servirsi per apportare modifiche ai suoi lavori. Martha Graham ha introdotto - ecco il passo rivoluzionario - degli stati d’animo, il dato introspettivo, nell’azione scenica. Ha portato in scena i suoi conflitti, gli incubi e le passioni. Per la danzatrice “L’Arte è eterna poiché scopre il paesaggio interiore dell’individuo”.

La danza è stata, per Martha Graham, una chiave di volta per illuminare il paesaggio dell’animo umano.

Altro elemento che ha contraddistinto Martha Graham è stato quello di aprirsi ad altre forme di espressione artistica. Dal cinema alla moda. Ha sempre favorito lavori di gruppo ed incontri tra artisti volti a sviluppare un’arte nuova per un Paese, gli Stati Uniti d’ America, ancora giovane e alla ricerca di una specificità.

Martha Graham ha avuto il rammarico di non aver veduto danzare Isadora Duncan, Nijinsky e Pavlova. Nel contempo ha avuto degli “allievi” eccellenti: Ingrid Bergman, Gregory Peck, Woody Allen e Madonna.

Martha Graham ha smesso di danzare nel 1970. Ha affermato: “Un danzatore, più di ogni altro essere umano, muore due volte. La prima, quella fisica, quando si accorge che il suo corpo alleatissimo non risponde più ai propri desideri”.

 

 

La danzatrice scompare il 1° Aprile 1991. Fra i molti balletti della sua produzione indichiamo:

 Heretic ( 1929, suo primo balletto),Primitive Mysteries e Frenetic Rhythms ( 1933, tratti dalle tradizioni indiane e messicane),  Chronicle ( 1936, contro l’imperialismo), Deep song ( 1937, sul conflitto civile in Spagna), Cave the Heart / Medea ( 1946), Errand into the Maze/Il Minotauro ( 1947), Night journey/ Edipo e Giocasta  (1947), Episodes( 1959), Lucifer e The Scarlet – per Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn -(1973), Persephone (1987).

“Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute …”

“Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L’ audacia ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso”. J. W. Goethe (1749-1832).

 

 

Fonti:

http://www.informadanza.com/la-danza/protagonisti/martha-graham / 

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/09/18/martha-sesso-danza.html

Claudie Servian, Martha Graham: une fleur de serre extotique, editions publibook, 2014

Per saperne di più:

Martha Graham, Memorie di sangue, Garzanti, 1991

Martha Graham Dance Company, http://www.marthagraham.org/  

 

 

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