Lee Miller (1903-1977). L’eleganza e la potenza di una donna moderna.

 

Lee Miller (1903-1977). L’eleganza e la potenza di una donna moderna.

 

“Sembravo un angelo fuori. Mi vedevano così. Ero un demonio, invece, dentro. Ho conosciuto tutto il dolore fin dall'infanzia”. Lee Miller.

Lee Miller attrice, modella per le riviste di moda, fotografa, corrispondente di guerra, scrittrice e appassionata di cucina. Una donna, un talento che si è espresso tra gli Stati Uniti d’America, dove è nata, a Poughkeepsie nello Stato di New York, e l’Europa, in particolare Londra e Parigi, Firenze e Roma. Uno spirito libero, una statua ellenica.

 

Antony Penrose, figlio del secondo marito (il primo è stato l’industriale egiziano Aziz Eloui Bey) di Lee Miller, il pittore e storico dell’arte inglese Roland Penrose, ha scritto: “Lee, nel corso della vita, ha cavalcato il proprio temperamento come la groppa di un drago imbizzarrito. A volte il drago aveva la meglio e Lee piombava in una disperazione sconsolata, ma per lo più riusciva a dominarlo e riportava una vittoria sul filo di lana, anzitutto su stessa, poi sulle avversità. I suoi successi lasciavano sempre un segno duraturo. Amava imparare, creare o partecipare e poi passare ad altro.”

Giovanissima, nel 1907, si è trasferita a Parigi. Nella ville lumière ha studiato per un anno luci, costumi e scenografia teatrale. Nel 1926, a New York, ha ottenuto il primo lavoro come indossatrice per l’edizione americana della rivista Vogue. Alla prestigiosa rivista di moda Lee Miller ha avuto modo di essere fotografata e di apprendere la fotografia, l’arte della fotografia.

I suoi maestri sono stati i fotografi dell’epoca nel settore della moda: Nickolas Muray e Arnold Genthe, George Hoyningen- Huene. Fondamentale è stato, nel 1930, a Parigi, l’apprendistato con Man Ray, il grande fotografo ed esponente del movimento surrealista. Lee Miller e Man Ray hanno vissuto insieme e si sono amati.

 

 

Per Lee Miller la fotografia è stata, tra i suoi vasti interessi, la base su cui fare riferimento per catturare la vita e lo strumento principe tramite cui ha avuto la possibilità di esprimersi in libertà. Si può dire che ha fotografato tutto e tutti, in una” prima” e “seconda vita”. Nella prima Lee Miller ha ritratto i suoi amici artisti, intellettuali, scienziati e personaggi del bel mondo. Nella seconda ha realizzato una serie di lavori, reportage, nel corso della seconda guerra mondiale, dal 1939 al 1945. Le persone ritratte sono state bambini, donne e uomini vittime o sopravvissuti al regime nazista. La capacità di provocare, nel contempo, sentimenti di disgusto e di identificazione ha reso Le Miller e altri fotografi di guerra (un nome su tutti: Robert Capa), grandi artisti.

Lee Miller hanno collaborato all’elaborazione di un libro, Grim Glory: pictures of Britain under fire, che ha illustrato al pubblico americano le sofferenze determinate dai bombardamenti. Ed Murrow, giornalista radiofonico, nella nota introduttiva ha scritto: “Queste sono le immagini di una nazione in guerra. Sono immagini autentiche- scene abituali per quelli di noi che vi hanno riferito il supplizio inflitto alla Gran Bretagna dal fuoco e dalle bombe”.

Con la sua macchina fotografica Lee Miller ha voluto rendere merito alle donne incontrate nel corso della guerra: dalle wrens canadesi alle infermiere delle forze armate americane. Corpi ausiliari femminili che hanno svolto un lavoro eccezionale in un contesto tragico. Lee Miller le ha immortalate in alcuni momenti di riposo, di vita domestica. Ha focalizzato l’obiettivo su effetti personali come foto di famiglia, libri.

 

 

Lee Miller è stata probabilmente la prima donna, in qualità di fotoreporter, ad entrare a Parigi, il 24 Agosto 1944, nel giorno della liberazione al seguito dell’esercito degli Stati Uniti. Così come, il 29 Aprile 1945, è stata la prima donna reporter ad accedere al campo di concentramento di Dachau, in Germania ( è stato, 25 km da Monaco di Baviera, il primo campo di concentramento  istituito dal governo Nazionalsocialista).

Lee Miller all’età di sette anni è stata vittima -da parte di un amico dei genitori- di molestie sessuali con conseguenze disastrose. Alcuni anni dopo, Lee è stata colpita da un altro accadimento drammatico. Ha assistito inerme alla morte di un suo carissimo amico a seguito di una caduta, da una barca a remi, in acqua. Ciò spiega la frase di Lee Miller che abbiamo riportato all’inizio dello scritto: “Ho conosciuto tutto il dolore fin dall’infanzia”.

La fotoreporter dalla bellezza classica ha affrontato la morte con coraggio e candore.

È sparita la luna, le Pleiadi. Notte alta. L’ora del tempo varca. Io dormo sola

 

 

Saffo, “Notte deserta”, Saffo, Alceo, Anacreonte. Liriche e frammenti, Giulio Einaudi editore, 1999

Fonti:

Lee Miller, Ritratti di una vita, a cura di Richard Calvocoressi, Edizioni Olivares, 2002

Antony Penrose, Le vite di Lee Miller, Archinto, 2002

Per saperne di più:

www.themammothreflex.com/grandi-fotografi/2019/02/15/lee-miller-mostra-bologna/ 

Contatti

Impresa Eccezionale Srl
Viale Guglielmo Marconi, 2
06049 Spoleto (PG)

  info@impresaeccezionale.it
  impresaeccezionalesrl@pec.it
  www.impresaeccezionale.it
P.I. 03681080549

Impresaeccezionale © 2018. Tutti i diritti riservati.