Sonja Blanc. Dalla Brianza con passione

 

 

“Dopo la laurea, ho iniziato come contabile, mio padre mi teneva fuori da produzione e rapporti coi i clienti, mi sentivo sminuita”. Sonja Blanc, amministratore unico Sireg Spa

 

La ricerca Top500+ realizzata dal Centro di Ricerca sulle imprese di famiglia (Cerif), su richiesta di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, ha messo in evidenza che nelle aziende familiari che hanno già attuato il passaggio generazionale e in cui vi era un’erede donna, la guida dell’impresa è andata a quest’ultima per quasi la metà dei casi.

La storia di Sonja Blanc, imprenditrice della Brianza, rientra nella ricerca realizzata dal Cerif.

Sonja Blanc è amministratore unico dell’impresa Sireg Spa dal 2004. Ha convinto il padre, che non aveva pensato che l’azienda familiare potesse passare a lei (unica figlia), ad affidarle l’impresa.

 Sonja Blanc ha combattuto in famiglia per affermare la propria vocazione. Più volte ha dichiarato: «Da bambina, guardando la passione di papà per il suo lavoro, ero già innamorata di quei tubi».

La Sireg, azienda fondata 80 anni fa dal nonno paterno di Sonja Blanc,il cavaliere Emilio Blanc,  è specializzata in prodotti termoindurenti e termoplastici. I tubi della Sireg, che vengono prodotti nello stabilimento di Arcore, sono stati utilizzati nel corso dei lavori eseguiti al Ground Zero di New York e per il rafforzamento del campanile della Basilica di San Marco, a Venezia.

Dieci milioni di fatturato, 70 dipendenti, sedi ad Arcore, Agrate e in Colombia. In ricerca e sviluppo, sotto l’impulso dell’amministratore unico, l’impresa investe il 5% del fatturato - pari a fine 2016 a 10 milioni di euro -.

I tubi “Made in Brianza” si trovano nel tunnel della Manica e nelle metropolitane di Barcellona, Londra, Milano, Mosca, New Delhi, Parigi e Varsavia.

Sonja Blanc tiene molto ad un progetto di tubo biodegradabile. Un tubo che consente di evitare il ritiro della spiaggia lungo un tratto di costa protetta in Italia.: “Il tubo da noi brevettato - ha sottolineato l’amministratore unico - e con il quale rafforziamo il terreno, non rilascia cloruro nell’ambiente e dopo 20 anni si trasforma in zucchero”.

L’imprenditrice ha scelto di organizzare l’azienda in maniera non padronale ed ha promosso investimenti nella direzione della meccatronica, nella integrazione tra la meccanica e l’elettronica al fine progettare e gestire sistemi a elevato grado di automazione e unione.

Il fatturato della Sireg viene realizzato per l’80% all’estero.In Italia - ha dichiarato l’imprenditrice - scontiamo problemi pazzeschi di burocrazie, logiche complesse, tempi lunghissimi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. Si guarda solo al prezzo e per questo il prodotto non viene sempre apprezzato per la sua qualità”.

L’impresa rimarrà in Italia poiché “qui - ha evidenziato Sonja Blanc - sul territorio monzese che ha manodopera d’eccellenza e talenti in fatto di innovazione”.

La Sireg collabora con diverse Università - il Politecnico di Milano e gli Atenei di Miami e New York - al fine di testare i prodotti presso enti certificati e stabilire l’impatto ambientale, ad esempio, che recano le travi armate in fibre composite a confronto con le fibre in acciaio.

La tendenza all'evoluzione è già nella storia del nome dell’impresa. «È un acronimo che all’atto della fondazione, nel 1936, stava per “Società italiana resine e gomma”. Oggi ci identifica come “Società italiana ricerca elementi per geotecnica”.  Ha precisato l’imprenditrice “Abbiamo variato il significato senza cambiare la ragione sociale con la quale eravamo ormai noti ai clienti. Agli albori, l’azienda rigenerava le gomme degli pneumatici dismessi e costruiva separatori in pvc per batterie: è stata mia madre a un certo punto a modificare il nome, quello che oggi viaggia nel mondo sui nostri prodotti”.

L’obiettivo primario di Sonja Blanc è quello di aumentare la presenza dell’impresa nei Paesi emergenti ed esportare la competenza acquisita nel corso degli anni dagli operai e dai tecnici della Sireg. Promuovere la cultura della qualità in particolare nelle parti del mondo in cui nessuno ha mai pensato di impiegare certe tipologie di prodotti.

 

“La nostra ragione contraddice il cuore e non lo convince”, Ivan Alekseevic Bunin, “Racconti d’ amore”.

 

 

Fonti:

http://www.assolombardaservizi.it/servizi-e-consulenza/compliance/Articolo-io-donna-180317.pdf

https://www.sireggeotech.it/sites/default/files/pressallegato1_ita165347_2015_PF%20apr_mag_Aziende%20-%20Sireg%20%28def%29.pdf

https://cerif.it/chi-siamo/

Ivan Alekseevic Bunin,” Racconti d’ amore”, Biblioteca Universale Rizzoli, 1987, p.32 

 

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