Il VIRUS PIÙ GRANDE E' LA POVERTÀ EDUCATIVA

La Comunità di Sant'Egidio ha presentato i risultati di un’indagine sulla didattica a distanza, svolta su un campione di 800 bambini dai 6 ai 10 anni, residenti in 27 quartieri di Roma e iscritti in 44 scuole primarie.

I risultati sono stati drammatici. Il 61% dei bambini tra i 6 e i 10 anni a Roma non ha svolto lezioni online e solo circa 1 bambino su 2 per due volte a settimana svolge un'ora e mezza di lezione.

A molti di questi bambini sono stati assegnati compiti senza spiegazioni. L'impegno di molti insegnanti in questo periodo è stato straordinario, hanno svolto autonomamente le lezioni on line, hanno dovuto aggiornarsi in pochi giorni dal punto di vista tecnologico e scoprire tutti gli strumenti che avrebbero in qualche modo potuto aiutarli nella didattica a distanza.

Il Ministero dell'Istruzione ha lasciato ampia libertà ad insegnanti e studenti per lo svolgimento delle lezioni, ma d'altro canto non ha fornito un vero supporto strutturato.

Tutto è stato lasciato alla buona volontà dei professori, degli studenti e delle famiglie. A penalizzare la didattica a distanza è stata in buona parte anche la mancanza di connessione e di strumentazione adeguata come Pc e tablet di cui molti alunni erano sprovvisti.

L'appello lanciato al mondo della scuola, ai docenti e agli educatori dal presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, è che «nei mesi estivi si apra una risposta educativa su base volontaria per bambini vulnerabili o con bisogni educativi speciali e sia colmata quella povertà educativa che si è creata a causa della pandemia»

Leonilde Gambetti

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