Parità di genere, consigli di amministrazione e collegi sindacali. La bilancia pende dalla parte delle donne?

 

La Legge n.120/ 2011 ha introdotto il principio della parità di genere nell'accesso agli organi di amministrazione e controllo delle società quotate in mercati regolamentati e delle società non quotate controllate da pubbliche amministrazioni per un periodo di tre mandati consecutivi.

Gli esiti di tale legge sono in scadenza. La nuova Legge di Bilancio n.160/2019 con i commi 302-305 dell’articolo unico, colloca l’aumento da 1/3 a 2/5 della quota riservata al genere meno rappresentato (corrispondente generalmente a quello femminile) negli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate e la proroga da 3 a 6 dei mandati in cui trovano attuazione le nuove disposizioni.

Per i collegi sindacali delle società, che in oltre il 90 per cento delle società sono composti da tre componenti, la Legge di Bilancio è ritenuta inapplicabile per motivi aritmetici.

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob), http://www.consob.it/ , ha promosso una consultazione lampo, che è terminata Martedì 28 Gennaio, suggerendo come soluzione quella di arrotondare per difetto, disapplicando quindi la nuova norma.

Nei consigli di amministrazione infatti, di 9 componenti, ad esempio, la nuova norma, se applicata con arrotondamento per eccesso, avrebbe fatto passare da 3 a 4 i componenti del genere meno rappresentato. Se applicata per difetto i componenti resteranno di fatto 3.

In tempi brevi un centinaio di società si presenteranno agli azionisti per il rinnovo delle cariche direttive, tra esse: Enel, Eni, Poste Italiane, Mediobanca, Finecobank, Leonardo, Finmeccanica.

Si voterà per i consiglieri di ben 6 società partecipate (Ministero dell'Economia e delle Finanze), a cui si aggiungono Rai Way e Terna.

Il 2020 vedrà rinnovati 715 posti da consigliere di amministrazione e 234 da sindaco.

Laura Cavatorta, Presidente comitato ESG e componente Comitato Nomine, è una manager con alle spalle un rilevante percorso professionale (Alitalia, Snam). È da sempre attenta alla questione di genere e alla promozione di un modello di business sostenibile, capace di sviluppare profitti unitamente a un esito positivo su società e ambiente. Ha pubblicato – sul suo profilo linkedin – una proposta, che di seguito riportiamo, semplice, di facile attuazione e nel rispetto della nuova Legge di Bilancio n.160/2019. Ecco la proposta:

1. Applicare la norma così come è scritta: → quota del 40% riservata al genere meno rappresentato; → arrotondamento per eccesso in caso di risultato diverso da un numero intero.

 2. Integrare la norma esplicitando che, per tutti e soli i casi di organi composti di 3 membri, è sufficiente garantire la presenza di entrambi i generi.

È bene ricordare che i risultati delle norme del 2011 (Legge n. 120) sono stati notevoli. Oggi l’Italia è certamente tra le nazioni con la maggiore diversità di genere ai vertici delle società quotate, sebbene “le donne siano prevalentemente amministratrici non esecutive e indipendenti e più raramente siedano sulla poltrona di amministratore delegato o presidente”.

Fonti:

https://www.ilsole24ore.com/art/consob-quote-genere-inapplicabili-40percento-ACxCHvDB

https://www.edotto.com/articolo/assonime-novita-su-quote-di-genere-nei-cda-delle-societa-quotate

https://www.primaonline.it/2019/05/15/289316/snam-ancora-piu-attenzione-ai-temi-ambientali-sociali-e-di-governance/  

 https://www.lavoce.info/archives/62947/quote-di-genere-nelle-societa-quotate-cosi-si-finisce-nel-paradosso/ 

Per saperne di più:

http://www.affaritaliani.it/blog/imprese-professioni/parita-di-genere-la-presenza-femminile-nelle-aziende-nelle-istituzioni-641649.html

https://www.ilsole24ore.com/art/donne-cda-l-italia-conquista-quinto-posto-mondo-ACSCwZq

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